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OLTRE UN CENTINAIO I PARTECIPANTI ALL'INCONTRO PUBBLICO A PIOMBINO DESE

"AMBITI TERRITORIALI CACCIA (A.T.C.) DELLA PIANURA VENETA. QUALE FUTURO?"

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IL CAMPOSAMPIERESE NUMEROSO A MILANO

CON IL NOSTRO GRANDE SEGRETARIO BOSSI

PER MANIFESTARE CONTRO IL GOVERNO

 

GRAZIE A TUTTI I MILITANTI, AI SEGRETARI DI SEZIONE

E AL SEGRETARIO DI CIRCOSCRIZIONE


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Corriere della Sera mercoledì 25 gennaio 2012

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MARCATO (Lega Nord): l’ennesima “morte sul lavoro”

Questa mattina molto presto ho ricevuto una telefonata. Era un imprenditore dell’Alta Padovana che con la voce rotta dall’emozione e dal dolore mi leggeva il titolo del quotidiano che dava la triste notizia dell’ennesimo suicidio di un nostro imprenditore. Nel commentare il fatto, ormai troppo ricorrente, non si capacitava dell’incomprensione che lo Stato ha nei confronti della nostra gente, dei nostri artigiani, dei nostri imprenditori. Queste persone si sentono persino in dovere di chiedere “Scusa” per il gesto estremo che andranno a compiere.

E mentre lo ascoltavo, impotente ed arrabbiato, pensavo a quanto siano inutili e sterili le polemiche degli ultimi giorni di fronte all’ennesima “morte sul lavoro”. Di fronte al rumore assordante di questa perdita, le voci controverse che si sono alzate hanno un suono strano. La cosa grave è che c’è una profonda spaccatura tra i cittadini ed i rappresentati politici.

Io non so se qualcuno riesce davvero a cogliere i segnali di questi drammi, ciò che è fin troppo evidente è che qui il disagio è cresciuto e lo Stato deve, ripeto deve, al più presto cambiare atteggiamento nei nostri confronti.

Serve una tregua sociale con il Nordest produttivo (uno dei polmoni economici del nostro Paese). Le aziende che avanzano denaro dallo Stato o dagli enti locali, per esempio, dovrebbero avere la possibilità di procrastinare il pagamento delle tasse al momento in cui il debitore pubblico salda.

Roberto Marcato

Vice Presidente Provincia di Padova

Padova, 25 gennaio 2012

 

 

LETTERA AL DIRETTORE DE IL MATTINO DI PADOVA

MARCATO (Lega Nord): lezioni di legalità al meridione

 

Caro direttore,

Lei è troppo intelligente e sa anche quanto io la stimi per non cogliere esattamente il senso del mio discorso. Per non comprendere che io sto parlando di una diseguaglianza e di una ingiustizia che riguarda il nostro Paese. L’Italia è spaccata in due: il Nord dove l’evasione media è del 20%, il Sud dove supera il 60%. Lo so anch’io che ci sono pure qui cavalli da corsa e Ferrari che vanno giustamente perseguiti ma ci sono intere zone nel meridione, e Lei lo sa benissimo, dove l’economia sommersa è del 100% e questo inevitabilmente significa evasione totale. Di fronte all’affermazione “Paghiamo tutti e paghiamo di meno” che io reputo oltremodo offensiva per un Paese come il nostro, invito a controllare il tasso di crescita dell’evasione nel meridione degli ultimi 50 anni. Non prendiamoci in giro e soprattutto non offendiamo e prendiamo in giro gli onesti imprenditori veneti. Quanti di voi sono davvero convinti che nei prossimi 20 anni l’economia sommersa del Sud diminuirà e la media dell’evasione fiscale sarà pari o solo simile a quella del Nord?

Io, direttore, mi sto semplicemente chiedendo se sia uno Stato di diritto quello che rivolge la propria attenzione non dove le sacche di evasione e di criminalità organizzata sono scandalosamente evidenti, ma laddove, in una economia che comunque langue come nel Veneto, si evade di meno. C’è qualcosa che non capisco. O capisco fin troppo bene.

La verità è, caro direttore, che se lo Stato padrone usasse la stessa fermezza e la stessa determinazione di controllo nei confronti del Sud si romperebbe la pace sociale. E’ questa la verità. E il movimento dei forconi di questi giorni ne è un esempio lampante.

Mi permetta un’altra considerazione, e mi rivolgo a Lei e a tutti quelli che si dichiarano scandalizzati per le mie parole da uomo delle istituzioni. Io sono stato votato ed eletto dal popolo e rappresento il popolo. L’istituzione senza il popolo è solo un palazzo in centro città. E dato che, caro direttore, fra quelli che si sono sdegnati per le mie affermazioni qualcuno sostiene che io non abbia mai lavorato in vita mia, a questi signori voglio far presente in maniera molto chiara alcuni concetti. Sono figlio di contadini, per la cronaca non benestanti. Ho sempre lavorato, prima nei campi e nelle stalle e poi come consulente finanziario. Mio fratello si alza ogni mattina alle 4 per andare a lavorare, per svolgere un lavoro duro, di fatica. Mia madre è oggi una pensionata che si è sempre spaccata la schiena in tutti gli anni di lavoro. Per questo, direttore, posso permettermi il lusso, a differenza di molti fra quelli che oggi chiedono le mie dimissioni, di fare le battaglie in cui credo senza temere nessuno. Perché io al sistema, a questo sistema, non ho mai chiesto nulla.

Roberto Marcato

Vice presidente della Provincia di Padova

Padova, 24 gennaio 2012

 

 

 

 

Da "L'espresso" del 23 Gennaio 2012

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Il caso

"Veneti, fregate il fisco!"

di Paolo Tessadri

L'appello del vicepresidente della provincia di Padova: «Lo Stato si accanisce contro di noi, giusto quindi mentire sui propri redditi. Inizieremo a pagare solo quando il governo manderà l'esercito in Calabria»

(23 gennaio 2012)

volto
Roberto Marcato

Le tasse? «Bisogna evadere di più!». Parola di Roberto Marcato, leghista doc, vicepresidente della provincia di Padova. Che aggiunge: « A Cortina c'è stata una buffonata, il Veneto è la regione in cui si paga di più. Al Nord la media dell'evasione è del 20 per cento, al Sud è il 60 per cento, secondo i dati dell'Ocse. E' scandaloso che lo Stato si accanisca contro di noi». Marcato, che di professione è promotore finanziario, già assessore comunale ai tributi, è stato candidato a segretario provinciale della Lega e componente di almeno un paio consigli di amministrazione di società pubbliche.

Marcato, che cos'è un'istigazione all'evasione?

«Intere aree di questo Paese non pagano le tasse e nessuno va a controllare. Lo Stato rispetta di più chi evade, che chi paga regolarmente. Quindi, visto che siamo in un Paese uguale, alziamo il tasso di evasione in Veneto. E' costituzionale che metà Paese non paghi le tasse?».

Non è meglio che tutti le paghino?
«No, perché è una puttanata, è 50 anni che lo diciamo. Si vada in Calabria, ci sono interi paesi che non esistono per il fisco, che non pagano l'allacciamento alla luce, i rifiuti...».

Non è che si scateni ora che la Lega è all'opposizione? Non poteva dirlo ai ministri del suo partito sei mesi fa?
«Io l'ho sempre detto: bisogna evadere di più. Adesso Monti aumenta l'età pensionabile, aumenta la pressione fiscale. Diminuisca, invece, la pressione fiscale».

Le ricordo che in Veneto la Guardia di Finanza ha riscontrato un'evasione record nell'inchiesta Dirty Leather di Arzignano con un gruppo di commercialisti veneti che pare avessero messo in piedi un network dell'evasione tributaria. Si parla di 200 milioni truffati alle casse dello Stato.
«Le ripeto: è scandaloso che lo Stato si accanisca contro di noi, cazzo, vada a controllare al Sud, in zone dove l'economia sommersa è del 100 per cento, come in Calabria».

Tutto il Sud è così?
«No, in Puglia ho visto delle meravigliose masserie, lì sono stati bravi e hanno sfruttato i fondi europei. Da noi, in Veneto, gli imprenditori però muoiono. Se arriva la Gdf per un controllo un imprenditore sviene, poi ha la certezza che deve pagare la cartella esattoriale. Sa che ne fanno delle cartelle esattoriali al Sud!. Poi lo Stato non paga i suoi fornitori, i soldi non arrivano, porca puttana».

Lei, però, ricopre anche un ruolo istituzionale, vicepresidente della Provincia di Padova?
«Io sono stato eletto dal popolo e noi siamo espressione del popolo. Vada invece l'esercito a sigillare le case abusive al Sud. Se tutti pagassero le tasse, sarebbe una cosa, ma le paghiamo solo ?€˜noaltri'. Noi in Veneto siamo stanchi».


http://espresso.repubblica.it/dettaglio/veneti-fregate-il-fisco/2172494/8

 

 

 

Roberto Marcato (Lega Nord): Camposampiero, inaugurati nuovi reparti all'Ospedale

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Sono stati inaugurati questa mattina il reparto di Medicina generale e la nuova area verde al Pronto soccorso dell’Ospedale di Camposampiero. Erano presenti il vice presidente della Provincia di Padova Roberto Marcato, il vice presidente della Regione Veneto Marino Zorzato, il direttore generale Francesco Benazzi e il sindaco di Camposampiero Domenico Zanon.
“Questa riorganizzazione rappresenta un altro capitolo della grande storia dell’ospedale di Camposampiero – ha detto il vice presidente Marcato – Il potenziamento di questa unità rappresenta una priorità assoluta così come è un atto di civiltà quello di ridurre i tempi di attesa per i pazienti. Camposampiero e Cittadella rappresentano due poli di eccellenza, nel frattempo come Provincia abbiamo messo a disposizione un terreno di nostra proprietà a Brusegana per il nuovo Ospedale di Padova. È un’area pubblica che non avrebbe bisogno di espropri dunque per noi si tratta della scelta migliore”.
Le opere inaugurate permetteranno di ridurre notevolmente i tempi di attesa per i pazienti del camposampierese. L’intervento ha riguardato la predisposizione di un’area di 800 metri quadri destinata alla medicina generale per 160mila euro e la realizzazione di un apposito spazio per i codici bianchi e verdi all’interno del Pronto soccorso costata 36mila euro.
“Questo ospedale rappresenta un modello e un messaggio positivo per tutta la sanità – ha detto il vice presidente regionale Zorzato – noi stiamo lavorando al progressivo miglioramento delle nostre strutture ospedaliere e se Camposampiero ha saputo diventare un’eccellenza, lo si deve anche alla capacità dei sindaci di fare rete in difesa di questo polo ospedaliero”.
I reparti sono stati benedetti dal cappellano don Enio Fasolo.

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Padova, 23 gennaio 2012

 

 

ll Mattino di Padova sabato 21 gennaio 2012

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ll Mattino di Padova venerdì 20 gennaio 2012

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ll Mattino di Padova giovedì 19 gennaio 2012

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LETTERA AL DIRETTORE

Marcato (Lega Nord): cambiano i Governi ma non l’italico paraculismo


Egregio Direttore,

la finanziaria “salva Italia” (da chi poi? Probabilmente dagli italiani) fra i molti demeriti ha un merito: svelare ai cittadini la colossale bufala sull’abolizione delle Province. Bufala, perché oggi, finalmente, gli italiani sanno che le Giunte provinciali costano due caffè all’anno per ogni cittadino. Lo prova un recente studio scientifico della Bocconi, la stessa università da cui provengono i professori che oggi ci governano. Finalmente gli italiani sanno che il presunto risparmio di 111 mila euro all’anno derivato dai tagli agli enti provinciali sarebbe immediatamente azzerato dal passaggio dei dipendenti pubblici provinciali alla Regione. Trasferimento che comporterà l’adeguamento al contratto regionale che, come noto, è migliorativo rispetto a quello provinciale e quindi si verrebbe a generare un costo aggiuntivo di stipendi.

Ma soprattutto, Direttore, gli italiani possono vedere che, con un malcostume tipicamente italico, si sono spostati i riflettori sulle Province perché in troppi volgevano il loro sguardo su parlamenti, partiti, rappresentanti regionali quando si parlava dei costi troppo esosi della politica. E dato che un agnello andava sacrificato si è deciso, mentendo agli italiani, caro Premier Mario Monti, di vendere come riduzione dei costi della politica l’abolizione delle Giunte provinciali lasciando inalterati i privilegi esorbitanti dei parlamentari, dei parlamentari in pensione, dei consiglieri regionali, dei consiglieri regionali in pensione, degli assessori regionali, degli assessori regionali in pensione, dei dirigenti ed degli amministratori delegati di società e partecipate pubbliche (pagati sempre con i soldi dei contribuenti) con i loro stipendi faraonici e le loro auto aziendali di lusso. Inutile aggiungere agli italiani che anche negli altri Paesi europei esiste un organo intermedio fra Comuni e Regioni.

La miglior sintesi, caro Direttore, l’ha fornita il senatore Gianpiero D’Alia (Udc) quando, dopo aver ascoltato in Senato la presentazione della finanziaria da parte del Presidente del Consiglio Monti, ha applaudito con fragore all’abolizione delle Province perché, a detta sua, “Non si possono chiedere sacrifici agli italiani se prima (parole testuali) i sacrifici non li facciamo noi”. Peccato, davvero, D’Alia non sia un Presidente di Provincia e non mi risulta che il partito Unione di Centro abbia molti Presidenti di Provincia.

Solidali con gli italiani. Felici e compiaciuti, parlamentati e partiti, perché anche questa volta non è toccato a loro.

Tutto questo, caro Direttore, non è riforma dello Stato. Tutto questo è il tipico paraculismo italico.

Roberto Marcato

Vice Presidente Provincia di Padova

Padova, 09 dicembre 2011

 

 

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Master in Euro finanza

 

 

Sono lieto di annunciarvi che la Fondazione Fenice con il patrocinio dell'Agenzia per l'Energia della Provincia di Padova organizza

il Master in Finaziamenti Europei

Il corso mira ad inquadrare le opportunità di bando che l’Europa ha programmato per il settennio in conclusione e per quello in divenire. Il programma formativo è rivolto a stimolare nel discente la capacità di individuare le opportunità di finanziamento, di comprendere i requisiti essenziali per parteciparvi e di mettere in atto una proposta progettuale che risponda alle finalità del bando. Inoltre, grazie alla presenza di docenti con la massima esperienza in euro progettazione ed operativi negli uffici di Bruxelles, saranno trasferite ai partecipanti le competenze necessarie per conoscere gli attori, i partner e le reti attive nei diversi ambiti tematici di interesse. Saranno sviluppate capacità di elaborazione di idee progettuali, di costruzione del budget e del cofinanziamento, elementi strategici per muoversi nelle numerose opportunità che l’Europa offrire. Il master si rivolge ad amministratori locali, laureati, imprenditori (10% delle iscrizioni aperte anche a giovani non laureati) e operatori di cooperative sociali e associazioni, che desiderino conoscere le modalità progettuali e le ultime opportunità della programmazione 2007-2013 e comprendere le evoluzioni della nuova progettualità del periodo 2014-2020 nei settori cruciali: ricerca e sviluppo, ambiente, energia, arte e cultura, PAC ed agricoltura. Per altre informazioni cliccate qui

 

 

 

PARLAMENTO DELLA PADANIA - VICENZA

DOMENICA 04-12-2011

bossi vice

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ll Mattino di Padova venerdì 25 novembre 2011

parlamento

 



ll Mattino di Padova domenica 10 ottobre 2011

Gobbo-Tosi


MARCATO (Lega Nord): sono un leghista…padovano

Il partito della Lega Nord nasce come partito territoriale. Trovo sia una contraddizione in termini che oggi tutto si riduca all’appartenenza o meno a questo o a quel dirigente di partito. Costringere i militanti a prendere posizione, chiedere loro di schierarsi a favore o contro un politico rappresenta una violenza insensata che i nostri militanti non vogliono. Pur riconoscendo che in questo periodo ci sia una dialettica più o meno accesa, come è naturale in una qualsiasi organizzazione in momenti come questi di forti tensioni sociali, politiche ed economiche e di grandi cambiamenti, mi piacerebbe pensare di sentirmi prima di tutto leghista, leghista padovano. Mi piacerebbe che la Lega Nord di Padova dimostrasse tutta la sua forza, tutto il suo consenso, tutta la sua capacità di rappresentanza con gli uomini e le donne del padovano. Il mio sguardo è indirizzato verso queste persone che forti dell’esperienza maturata nelle sezioni agiscono appoggiando chi ha costruito un movimento sano e solido. Mi piacerebbe che la Lega Nord di Padova non si identificasse come un avamposto o un eventuale distaccamento veronese o vicentino o trevigiano ma che si riconoscesse come una realtà compatta di persone fiere e orgogliose di essere leghisti e leghisti padovani. Perché il congresso di Padova deve diventare lo scontro fra due ipotetiche squadre, la Gobbiana e la Tosiana? Perché invece non diventa il congresso padovano dei leghisti che, ripeto, anche con una dialettica vivace, deciderà chi sarà il loro leghista che li rappresenterà a livello locale. Perché dobbiamo sempre andare a prendere a prestito nelle altre provincie quando noi abbiamo persone che hanno dimostrato fierezza e solidità nell’affermare le idee del movimento? Questo è sempre stato il limite di Padova quasi come se noi non avessimo amministratori o militanti in grado di rappresentare degnamente il partito e il nostro territorio. Prendo atto della voglia di qualcuno di schierarsi sotto l’ombra di questo o di quell’altro rappresentante del carroccio. Mi rendo anche conto della forzatura mediatica di ridurre la complessità di un partito che è il primo in Veneto, di limitarlo ad una visione semplicistica di bianchi o neri, buoni o cattivi. Ma le dinamiche sono molto più complesse. Negli ultimi tempi a Padova è cresciuta una classe dirigente di alto livello. In qualità di amministratore e di rappresentante del partito ogni giorno incontro persone brave: consiglieri, assessori, presidenti, sindaci e militanti preparati, capaci, motivati. Persone per bene che possono davvero dare un contributo enorme offrendo risposte valide alle richieste dei cittadini della nostra provincia. Ed è per questo che, a mio avviso, non abbiamo bisogno di indossare una maglia di un colore piuttosto che un altro ma abbiamo bisogno di ricordarci che aderendo a questo movimento noi ne condividiamo lo statuto, il regolamento e la linea politica decisa dal segretario federale Umberto Bossi…nella buona e nella cattiva sorte.


Roberto Marcato

Responsabile provinciale enti locali della Lega Nord di Padova

 

 


venezia

GRANDISSIMO SUCCESSO

DELLA LEGA NORD!!!


venezia

padania

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